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La Comtmità OASI utilizza i seguenti strumenti:

1. Aver cura dei ritmi di vita dei bambini. Il rispetto dei tempi cogliendo due aspetti fondamentali: uno di tipo organizzativo ed uno legato ai bisogni originali dei bambini.

2. La cura della vita quotidiana:

Partecipare attivamente alla vita quotidiana, curare l'organizzazione degli spazi e personalizzare l'ambiente di vita.

Cura della quotidianita signiiica lavorare per la costruzione di un "sistema comune di riferimento" fatto di piccole norme, di abitudini, di legami fondati sul rispetto e del coinvolgimento cosciente dei minori mediante riunioni settimanali per dare attento ascolto ai loro bisogni.

3. Praticare all'intern0 ed all’estern0 della struttura d'acc0glienza delle attivita, proposte dall'ambiente stesso e dagli educatori, che favoriscano lo sviluppo globale delle potenzialita espressive dei bambini, attraverso una dinamica progettuale che tenga conto dei loro desideri, delle loro possibilita reali, ma che propongano anche nuove esperienze e scoperte. In ogni caso la scelta delle attivita tiene conto dell'intercor1nessione che esiste tra "intelligenza cognitiva - intelligenza corporea - intelligenza relazionale" ed operare su tre dimensioni

prioritarie: 4

a) attivita della .9"era immaginativa

l b) attivita della jera castruttiva

c) attivita della sjera ambientale.

I bambini in difficolta sono stati spesso abituati alla paura di provare, alla sfiducia nelle proprie possibilita, ad una disistima. Al contrario, e fondamentale poter rinnovare il "concetto di sé".

Manipolare la sfera immaginativa puo essere utile per aiutare i ragazzi a domare paure ed angosce;

"lasciare dei segni" attraverso delle attivita costruttive, scoprendosi capaci di fare con le proprie mani realizzando oggetti di utilita pratica od estetica puo essere estremamente significativo;

apprendere ad orientarsi nello spazio e nel tempo, agire in uno spazio divenuto "familiare" o in uno spazio nuovo, puo aiutare a conquistare autonomic ed equilibri essenziali. ‘

4. Cercare uno specifico collegamento con la scuolaz sia per coinvolgere gli insegnanti in un progetto educativo comune, sia per aiutare i minori nella loro riuscita "sociale".

La ricerca di una "normalita" scolastica non e quindi evidentemente tlnalizzata ad un puro discorso di "produttivita", ma di ricostruzione dell'immagine di sé", della propria autorappresentazione e della percezione della loro immagine da parte- del "mondo estemo".

L'uscita da uno stato mentale di "assistiti" che spesso contraddistingue i ragazzi delle Comunita va combattuta anche attraverso questo tipo di stmmento.

5. F avorire, mantenere e sollecitare, laddove possibile, un collegamento con le famiglie d’origine 0 di destinazione dei bambini ospitati. Scopo del servizio non e la sostituzione definitiva della famiglia, ma di operare afflnché il bambino possa ritrovare 0 creare un suo nuovo equilibrio.

ln questa direzione e fondamentale un coerente lavoro di rete, sia con le altre istituzioni che lo sostengono e che concorrono al suo sviluppo, sia coi servizi sociali che lo tutelano.

Lo scopo, oltre a quello di costruire un sistema di informazioni adatto e qualiiicato, e anche quello di coinvolgere tutti gli operatori nell'elaborazione, nell’attuazione e nella veriiica dei progetti ipotizzati per ogni minore.

Al tempo stesso, la Comunita va intesa come luogo della tutela del minore. Che si tratti di un minore in affidamento temporaneo, di un minore in via di adozione, la Comunita deve poter rappresentare uno spazio-tempo di protezione e di tutela del minore in quanto tale. Da questo punto di vista, al di la dei fondamentali riferimenti deontologici, la progettazione dell’intervento deve attivare, di concerto coi Servizi implicati, tutti gli stmmenti idonei a garantire tale tutela.

 

Mercoledì, 25. Aprile 2018

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